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Archivio mensile:settembre 2011

sandy bull | fantasias for guitar & banjo

1963 | vanguard

blend | carmina burana fantasy | non nobis domine | little maggie | gospel tune

Uno dei pionieri della fusione tra suoni occidentali e orientali, di Sandy Bull spesso e volentieri ci se ne dimentica.

Nel 1963 vede la luce uno degli esemplari più pregiati di crossover in cui affluiscono umori indiani e arabi e visioni raga nell’humus del folk rurale USA.

Tanto minimale nell’esiguo grappolo di strumenti adoperati, solo chitarra, banjo e batteria, quanto complesso nei risvolti cromatici, negli sviluppi melodici, negli umori che si susseguono, Fantasias For Guitar & Banjo è psichedelia ante litteram.

Blend occupa l’intera prima facciata e la sua solennità s’infiamma con le improvvise vampate percussive di Billy Higgins e la chitarra di Sandy volteggia come una fenice sopra un tempio su cui grondando le gocce di un tramonto insanguinato.

Il rimaneggiamento del più celebre dei Carmina Burana si trasforma in un desolante requiem bucolico, Gospel Tune è un boogie woogie avvolto dal timbro liquido della chitarra.

Un reperto storico da disseppellire.

marco giarratana | 973 bbtt

sandy bull

1963 | 1972

nashville | tennessee | stati uniti d’america

fantasias for guitar & banjo | inventions for guitar & banjo, 1964 | e pluribus unum, 1968 | demolition derby, 1972

folk | ethnic | country

 
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Pubblicato da su 19 settembre 2011 in Ethnic, Folk Country Blues

 

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leonard mynx | vesper

2009 | wally uno music

valley of sickness and death | northwest passage | mary | house on the hill | horse | the wine | robert | many hours | the reins | you asked

Impossibile spiegare cosa trasmetta Vesper se non si immergono carne e spirito.

Sulla giostra di Leonard Mynx ruotano fragili ninna-nanne cantautorali da cui grondano parole di afflizione, solitudine e piccole tragedie quotidiane.

Non è il solito folk sognante che connette l’uomo alla natura, ma sono note in punta di piedi sulle crepe dell’Io che tentano di sfuggire dalla caverna oscura della tristezza. Qualcosa di simile all’amaro esistenzialismo di Vic Chesnutt.

Gli arrangiamenti nascondono numerose impronte di mandolino, archi e tromba, ma mantengono intatta l’aura disadorna di una scrittura spontanea.

Bob Dylan e lo Bruce Springsteen di The Ghost Of Tom Joad sono eco che ricorrono spesso, ma Mynx argomenta con parole proprie.

C’è il ticchettio della pioggia autunnale sulle finestre in The Wine, Mary è intima come una confessione tra le lacrime, Northwest Passage è il diario di un viaggio tra i ricordi.

Ci ha lasciati da poco, ascoltarlo è rendere giustizia alla sua memoria.

marco giarratana | 989 bbtt

leonard mynx

2009 | 2011

portland | oregon | stati uniti d’america

| vesper |

songwriting | folk

 
3 commenti

Pubblicato da su 4 settembre 2011 in Folk Country Blues, Songwriting

 

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