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leonard mynx | vesper

04 Set

2009 | wally uno music

valley of sickness and death | northwest passage | mary | house on the hill | horse | the wine | robert | many hours | the reins | you asked

Impossibile spiegare cosa trasmetta Vesper se non si immergono carne e spirito.

Sulla giostra di Leonard Mynx ruotano fragili ninna-nanne cantautorali da cui grondano parole di afflizione, solitudine e piccole tragedie quotidiane.

Non è il solito folk sognante che connette l’uomo alla natura, ma sono note in punta di piedi sulle crepe dell’Io che tentano di sfuggire dalla caverna oscura della tristezza. Qualcosa di simile all’amaro esistenzialismo di Vic Chesnutt.

Gli arrangiamenti nascondono numerose impronte di mandolino, archi e tromba, ma mantengono intatta l’aura disadorna di una scrittura spontanea.

Bob Dylan e lo Bruce Springsteen di The Ghost Of Tom Joad sono eco che ricorrono spesso, ma Mynx argomenta con parole proprie.

C’è il ticchettio della pioggia autunnale sulle finestre in The Wine, Mary è intima come una confessione tra le lacrime, Northwest Passage è il diario di un viaggio tra i ricordi.

Ci ha lasciati da poco, ascoltarlo è rendere giustizia alla sua memoria.

marco giarratana | 989 bbtt

leonard mynx

2009 | 2011

portland | oregon | stati uniti d’america

| vesper |

songwriting | folk

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3 commenti

Pubblicato da su 4 settembre 2011 in Folk Country Blues, Songwriting

 

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3 risposte a “leonard mynx | vesper

  1. viviana la tristona

    9 settembre 2011 at 10:19

    vogliamo britny spirs

     
  2. Gianni

    10 settembre 2011 at 13:32

    ciao Marco, sono un ragazzo che quasi 4 anni fà si imbattè casualmente nel tuo blog.Grazie alle tue recensioni ho scoperto un mondo musicale che non conoscevo.Post core, post metal, mathcore. avant garde ed un sacco di bellissima roba. Volevo ringraziarti per aver rinnovato la mia passione per la musica ed avermi fornito tantissimi stimoli, sia come ascoltatore che come(nel mio piccolo) musicista. Un saluto, Gianni

     
    • marcogiarratana

      19 settembre 2011 at 22:01

      Gianni, ti ringrazio immensamente per le belle parole, non sai quanto possa farmi piacere una cosa simile. Col tempo i miei interessi musicali si sono ampliati e un po’ discostati da sonorità pesanti, ma non ho smesso di dedicar loro attenzioni. Spero che anche questo blog, sia nella forma che nella materia trattata, sia di tuo gradimento. Grazie mille ancora 🙂

       

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