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Archivi categoria: Progressive

crippled black phoenix | i, vigilante

2010 | domino records

troublemaker | we forgotten who we are | fantastic justice | bastogne blues | of a lifetime | burning bridges

I Crippled Black Phoenix perdono grumi di nostalgia post-rock con I, Vigilante e ampliano le trame addentrandosi ancor più in complessi mantra prog.

I Pink Floyd prendono piede nel territorio sonoro dell’ex-supergruppo, privo ormai dei legami di formazione con Mogwai e Portishead. Forgiato un suono arioso in cui emergono istinti primordiali finora taciuti, i Crippled Black Phoenix scandagliano il calore del rock anni Settanta senza cadere in leziose parodie o patetici revival.

Non tutto sta in piedi senza scricchiolare, Burning Bridges rischia di fare il verso a Carpenters e Abba e sfigura proprio all’ultimo una tracklist equilibrata. Ma le corpose tinte pastello di We Forgotten Who We Are, le maestose escursioni di Troublemaker e lo spleen desertico di Bastogne Blues strappano applausi. C’è pure il tempo per una rivisitazione di Of A Lifetime dei Journey, dignitosa senza strabiliare.

marco giarratana | 896 bbtt

crippled black phoenix

2007 | –

inghilterra

 a love of shared disaster, 2007 | night raider, 2009 | the resurrectionists, 2009 | i, vigilante | (mankind) the crafty ape, 2012

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Pubblicato da su 15 febbraio 2012 in Post Rock, Progressive, Psychedelic

 

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the fire theft | self-titled

the fire theft

2003 | rykodisc

uncle mountain | waste time segue | oceans apart | chains | backward blues | summertime | houses | waste time | heaven | rubber bands | it’s over | carry you | sinatra

Tre ex Sunny Day Real Estate si riuniscono per una toccata e fuga. Lungi dal risultare una sterile copia carbone della matrice, The Fire Theft è un astro che splende di luce propria.

L’economia di suono che regola questi tredici brani paga un obbligatorio dazio al passato di Enigk, Mendel (di stanza nei Foo Fighters) e Goldsmith, ma lo stile si abbevera così tanto alla sorgiva dell’art-rock da trasfigurare parecchio i geni primordiali.

Ne esce un emo-rock ben governato dalla voce di Enigk, che estrae dal cilindro gli ottimi refrain di Chain, Oceans Apart e Sinatra, che ha una coda finale toccante alla Thomas Newman. Il tamburellante drumming di Goldsmith fa crescere Uncle Mountain tra scie di luce pinkfloydiane e solenni archi in picchiata.

Bagliori post-rock e ammiccamenti ai Genesis prima maniera si alternano a sorrisi agrodolci in un’altalena di sensazioni delicate ma mai troppo deboli. Purtroppo hanno avuto una visibilità ben al di sotto dei meriti.

marco giarratana | 965 bbtt

goldsmith, enigk, mendel

the fire theft

seattle | washington | stati uniti d’america

2001 | –

– | the fire theft | –

indie | emo rock | art rock | progressive

 
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Pubblicato da su 28 luglio 2011 in Art Rock, Emo Rock, Indie, Progressive

 

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