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movietone | the blossom filled streets

2000 | drag city

hydra | star ruby | 1930’s beach house | year ending | the blossom filled streets | porthcurno | seagulls bass | in a marine light | night in these rooms

La tela dei Movietone ha campiture d’acquerello argento e turchese. È come osservare le increspature rapprese di un mare fatto con uno sconfinato foglio di alluminio abbracciato da un cielo autunnale così lieve che quasi non esiste.

Mi ricordano molto i Pram per la capacità di stare in punta di piedi su elastiche funi d’acqua. Per comodità, il loro lo chiamerei post-rock, ma lo priverei di tutte le sfumature che lo rendono aggraziato: le spolverate jazz, le stasi cinematografiche, i rintocchi dalle cromature simili ai Rachel’s.

Le chitarre sono impalpabili come la voce, che si aggira per la stanza con passi vellutati. Nella pioggia di cristallo di In A Marine Light si scorgono le ombre dei Talk Talk più sfuggenti, in Year Ending le nuvole si gonfiano ed espandono mentre i gabbiani, in lontananza, sembrano un turbinio di grani di pepe.

marco giarratana | 845 bbtt

movietone

1995 | –

bristol | inghilterra

movietone, 1995 | day and night, 1997 | the blossom filled streets | the sand and the stars, 2003

myspace

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2011 in Post Rock, Songwriting

 

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william elliott whitmore | field songs

2011 | anti records

bury your burdens in the ground | field song | don’t need it | everything gets gone | let’s do something impossible | get there from here | we’ll carry on | not feeling any pain

William Elliott Whitmore sta lontano dai riflettori e dai giri dei folk singers alla moda. Il suo inno alla campagna ha radici profonde che arrivano fino al delta del Mississippi, la Mesopotamia della musica contemporanea.

Trentatré anni, bianco e con la voce da nero, vive da sempre nella fattoria dello zio, che aiuta nel portare avanti tutte le attività.

Field Songs non si sottrae all’equazione stilistica fin qui elaborata, un country-blues tanto elementare quanto viscerale che trafigge la carne. Melodie e parole che osannano la vita rurale (Field Song), il saper-far-da-se (Don’t Need It) o canti funebri di una natura deturpata che pulsa nei ricordi di chi l’ha vissuta (Everything Gets Gone). C’è amarezza, tuttavia un ottimismo di fondo apre varchi tra le nubi.

Non è la sua opera più ispirata, per quello vi rimando ai bellissimi Ashes To Dust e Animals In The Dark, ma se lo ignorate, lo spirito di Robert Johnson vi punzecchierà le chiappe nel sonno. Vi ho avvertiti.

marco giarratana | 980 bbtt

william elliott whitmore

2003 | –

montrose | iowa | stati uniti d’america

hymns for hopeless, 2003 | ashes to dust, 2005 | william elliott whitmore, 2005 | song of the blackbird, 2006 | animals in the dark, 2009 | field songs

blues | folk

myspace | facebook

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2011 in Folk Country Blues

 

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sandy bull | fantasias for guitar & banjo

1963 | vanguard

blend | carmina burana fantasy | non nobis domine | little maggie | gospel tune

Uno dei pionieri della fusione tra suoni occidentali e orientali, di Sandy Bull spesso e volentieri ci se ne dimentica.

Nel 1963 vede la luce uno degli esemplari più pregiati di crossover in cui affluiscono umori indiani e arabi e visioni raga nell’humus del folk rurale USA.

Tanto minimale nell’esiguo grappolo di strumenti adoperati, solo chitarra, banjo e batteria, quanto complesso nei risvolti cromatici, negli sviluppi melodici, negli umori che si susseguono, Fantasias For Guitar & Banjo è psichedelia ante litteram.

Blend occupa l’intera prima facciata e la sua solennità s’infiamma con le improvvise vampate percussive di Billy Higgins e la chitarra di Sandy volteggia come una fenice sopra un tempio su cui grondando le gocce di un tramonto insanguinato.

Il rimaneggiamento del più celebre dei Carmina Burana si trasforma in un desolante requiem bucolico, Gospel Tune è un boogie woogie avvolto dal timbro liquido della chitarra.

Un reperto storico da disseppellire.

marco giarratana | 973 bbtt

sandy bull

1963 | 1972

nashville | tennessee | stati uniti d’america

fantasias for guitar & banjo | inventions for guitar & banjo, 1964 | e pluribus unum, 1968 | demolition derby, 1972

folk | ethnic | country

 
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Pubblicato da su 19 settembre 2011 in Ethnic, Folk Country Blues

 

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leonard mynx | vesper

2009 | wally uno music

valley of sickness and death | northwest passage | mary | house on the hill | horse | the wine | robert | many hours | the reins | you asked

Impossibile spiegare cosa trasmetta Vesper se non si immergono carne e spirito.

Sulla giostra di Leonard Mynx ruotano fragili ninna-nanne cantautorali da cui grondano parole di afflizione, solitudine e piccole tragedie quotidiane.

Non è il solito folk sognante che connette l’uomo alla natura, ma sono note in punta di piedi sulle crepe dell’Io che tentano di sfuggire dalla caverna oscura della tristezza. Qualcosa di simile all’amaro esistenzialismo di Vic Chesnutt.

Gli arrangiamenti nascondono numerose impronte di mandolino, archi e tromba, ma mantengono intatta l’aura disadorna di una scrittura spontanea.

Bob Dylan e lo Bruce Springsteen di The Ghost Of Tom Joad sono eco che ricorrono spesso, ma Mynx argomenta con parole proprie.

C’è il ticchettio della pioggia autunnale sulle finestre in The Wine, Mary è intima come una confessione tra le lacrime, Northwest Passage è il diario di un viaggio tra i ricordi.

Ci ha lasciati da poco, ascoltarlo è rendere giustizia alla sua memoria.

marco giarratana | 989 bbtt

leonard mynx

2009 | 2011

portland | oregon | stati uniti d’america

| vesper |

songwriting | folk

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2011 in Folk Country Blues, Songwriting

 

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hash jar tempo | well oiled

1997 | drunken fish

untitled 1 | untitled 2 | untitled 3 | untitled 4 | untitled 5 | untitled 6 | untitled 7

Roy Montgomery e i Bardo Pond, senza Isobel Sollenberger, celebrano le loro nozze all’inizio della primavera del 1995, ma ne svelano i frutti soltanto due anni più tardi.

Una lunga suite divisa in sette movimenti, Well Oiled è l’esplorazione di un cosmo governato dalla grammatica kraut tra fluttuazioni lisergiche e abbandoni nel vuoto, correnti ascensionali e tempeste solari.

Le ampie distese di suono si distendono illuminate da accecanti albe astrali, i giri melodici ostinati sono puntellati da lunghe scie di riverberi.

L’acidità e le visioni del post-rock sono condotti allo spasimo in questo mantra sonoro in perenne espansione. La chitarra di Montgomery cola incandescente sui telai armonici dei Bardo Pond e, raffreddandosi, li ricopre di una glassa traslucida.

Sono quasi ottanta minuti di una maestosità sonora tale da liberare lo spirito dalla sua prigione di carne e infiammarlo, mentre le ceneri corporee, soffiate via, si disperdono nel nulla.

marco giarratana | 957 bbtt

bardo pond | roy montgomery | hash jar tempo

1995 | 1999

philadelphia | pennsylvania | stati uniti d’america

well oiled | under grass, 1999

psychedelic | post rock | space rock | kraut | experimental

 
 

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tweaker | 2 a. m. wake up call

2004 | waxploitation

ruby (feat. will oldham) | cauterized | worse than yesterday (feat. mellowdrone) | truth is (feat. robert smith) | remorseless | pure genius (feat. david sylvian) | it’s still happening (feat. hamilton leithauser) | 2 a. m. | movement of fear | sleepwalking away (feat. nick young) | the house i grew up in (feat. john marr) | crude sunlight (feat. jennifer charles)

La signora Vrenna soffre di insonnia. Sveglia il marito ogni notte alle 2 in punto per liberare le sue fobie, poi torna a letto mentre Chris vaga per casa raccogliendo idee a cui dare forma sonora. Nasce così 2 a. m. Wake Up Call.

Vrenna raduna un nugolo di ospiti di lusso per dar voce ai fantasmi che si annidano tra le crepe di notti senza riposo e che arpionano le tenebre per nutrirsene.

Il clima da ipocondria notturna è ammantato da una penombra tormentata e claustrofobica e ha parentele coi Nine Inch Nails, di cui Chris è stato batterista fino al 1997.

I suoni colano dal soffitto e assumono la fisionomia disperata di Worse Than Yesterday, quella lunare di Pure Genius, quella strisciante di Truth Is o esplodono negli scatti d’ira di Ruby.

Un’altra notte insonne si dissolve mentre inizia ad albeggiare. Domani sarà l’ennesimo giorno sbiadito dal cielo bianco scheletrico.

marco giarratana | 880 bbtt

tweaker

1999 | –

los angeles | california | stati uniti d’america

the attraction to all thing uncertain, 2001 | 2 a. m. wake up call

art rock | industrial

myspace | facebook

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2011 in Art Rock, Industrial

 

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